A Trento si mescolano i saperi e la crisi nel quartiere di San Martino diventa opportunità

Gabriele Sannicolò, proprietario di un’edicola, quando ha visto chiudere per ragioni d’età il calzolaio della zona, ha deciso di farsi insegnare il mestiere allargando così i confini della sua attività e accogliendo un’arte in più all’interno del suo negozio.

“Negli ultimi 13 anni sono cambiate tante cose – spiega il rivenditore di giornali trentino −. Qui la maggior parte delle edicole sono promiscue. Ad esempio, noi siamo anche un piccolo punto vendita tabacchi. Abbiamo offerto più servizi alla comunità e chi prima veniva in edicola anche perché fumava, e adesso ha smesso, frequenta ancora il nostro negozio per pagare una bolletta o per acquistare una ricarica telefonica. Sicuramente la vendita dei quotidiani e delle riviste in generale è calata come anche quella di sigarette e giochi”.

Un momento di contrazione della domanda e di cambiamento degli equilibri tra venduto e invenduto. Nel settore giornali ci sono riviste e riviste: alcune resistono mentre altre, invece, vedono diminuire la platea dei loro lettori. Secondo Gabriele Sannicolò a vender di più “sono quelle che aiutano a rilassarsi e distrarsi con sudoku, enigmistica e cruciverba e le specializzate come Focus o che trattano di gossip”.

Dal 2007 l’edicolante gestisce questa sua rivendita nel quartiere di San Martino a Trento e racconta il suo rapporto con la professione.

“Bellissimo. Perché è un lavoro che permette di conoscere tanta gente, di confrontarsi, fare due chiacchiere e di essere un riferimento per la clientela per la quale a volte si diventa addirittura confidenti”, sottolinea Gabriele. Quella dell’edicolante è una dimensione sociale che ha permesso a questa attività di diventare porosa e assorbire altre arti. Una contaminazione virtuosa e imprevedibile con il mondo esterno.

Strada facendo si è incastrato, poi, un nuovo segmento commerciale all’interno della rivendita, quello del calzolaio. “Non sono io a propormi in veste di calzolaio — racconta —, sono gli stessi clienti che chiacchierando dopo aver acquistato un giornale, grazie anche alla fiducia e al rapporto creatosi negli anni, mi chiedono di attaccare la suola delle scarpe che il giorno dopo passeranno a prendere insieme al quotidiano”.