Non ci sono più scuse

Mentre le riforme a sostegno delle edicole giacciono ferme su un binario morto, la crisi dell’Editoria avanza a passo spedito. Non è un buon segno se perfino un giornale in buona salute come il Corriere della Sera annuncia esuberi e prepensionamenti.

Restiamo dunque in piena emergenza. Il bollettino del 2019 non dà tregua: 50 edicole in meno a Milano, 59 a Bologna, 73 a Torino e avanti di questo passo lungo tutto lo stivale. Senza interventi urgenti, ė fin troppo facile prevedere un 2020 altrettanto drammatico.

Non ci sono più scuse.

Abbiamo bisogno di risposte concrete. Dal Governo e dagli Editori. Possibilmente in tempi brevi. Per ora siamo in attesa di una convocazione da parte del sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, nell’ambito degli incontri programmati per la stesura della Legge di sistema Editoria 5.0.

Restiamo fiduciosi. In una recente intervista, Martella ha confermato che “il rilancio dell’Editoria non può prescindere dalle edicole”. E ha annunciato che il Governo è al lavoro “per aumentare il credito di imposta” e “per sostenere nuovi modelli di business” in favore della rete di vendita dei giornali. Ottime premesse che speriamo non restino solo promesse.

A fine ottobre il nostro sindacato aveva già presentato a Martella un pacchetto articolato di 11 proposte, lo stesso che una delegazione dello SNAG ha illustrato lo scorso 30 gennaio al Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ottenendo anche in questo caso rassicurazioni sull’impegno del Governo a tutela delle edicole.

In attesa di risposte dall’esecutivo, ci siamo mossi anche su altri fronti. Con Poste Italiane è stato avviato un tavolo di confronto per valutare la possibilità di una partnership nella logistica, mentre a livello locale abbiamo sollecitato un incontro con i Presidenti di Regione e assessori al Commercio delle Regioni Toscana, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta per sottoporre un pacchetto di proposte a salvaguardia delle edicole dei territori.

Fatti concreti, dunque. Che spingono verso l’approvazione di misure a beneficio di tutta la categoria. Per questo abbiamo duramente criticato chi ha pensato di utilizzare un motocarro per vendere in punti strategici della città di Milano una selezione ristretta di pubblicazioni, scelte tra le più gettonate. Un comportamento che viola la normativa sulla concorrenza, lede la pluralità dell’informazione e danneggia tutto il settore. Ecco perché lo SNAG ha chiesto immediati interventi di verifica da parte delle autorità competenti.

La crisi è sempre più grave ma non è con iniziative come questa che possiamo superarla. E nemmeno con un restyling dei chioschi cittadini, proposta avanzata dal Corriere della Sera. Il design può certamente venire in aiuto rendendo più attrattivo e funzionale lo spazio di vendita ma in questo momento la priorità deve andare ai contenuti offerti e alla redditivitá. E noi, come sindacato, è su questi temi che continueremo a batterci.