Più che ridisegnare le edicole, bisogna rispettarle

“Predicare bene e razzolare male” recita il detto. Questa è un po’ la sensazione che si ha leggendo ciò che riguarda la recente iniziativa del Corriere della Sera che si propone di ridisegnare l’edicola del futuro.
Un concorso a inviti che vede impegnati sette architetti nella progettazione di un modello diverso di edicola e un ambiente nuovo dalle roboanti caratteristiche, che sia in grado di dare una nuova estetica alla stessa e di reinterpretare in chiave contemporanea il suo ruolo.
Dei sette progetti proposti ne verrà scelto uno e ne sarà realizzato un prototipo da esporre durante la Design Week 2020, in programma a Milano dal 21 al 26 aprile.

Per i designer sarà importante considerare uno spazio che mantenga la dimensione media delle edicole odierne e che sia eco-sostenibile nella scelta dei materiali a livello energetico. Insomma, una bella trovata di marketing che tocca certamente il problema del rilancio delle edicole ma non lo affronta in nessun modo, anzi, è quasi offensiva visti i presupposti che stanno dietro alla crisi dell’Editoria e le attuali politiche del Corriere della Sera.

Sul quotidiano di via Solferino, a pochi giorni di distanza dal lancio di questa iniziativa di edicola come simbolo urbano moderno, lo scorso 9 gennaio è stata dedicata una pagina intera di autocelebrazione del grande risultato ottenuto sul fronte digitale. Un Corriere della Sera che si vanta di aver chiuso il 2019 con il numero record di 170 mila abbonati digitali. Oltre 35 mila abbonati in più rispetto al 2018. Frutto di un’offerta di contenuti sempre più moderna e interessante per il fruitore del web, spiega il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana.

È questo il segreto della crescita digitale del Corriere o dietro a questi numeri in costante avanzamento c’è di più? Che c’entri qualcosa la decisione di svendere il prodotto realizzato?

Nella stessa pagina il Corriere si vantava, infatti, di aver lanciato una promozione attivata per il mese di gennaio: con 4 euro al mese (prezzo fissato per sempre, e al posto dei tradizionali 9,99 euro) per leggere senza limiti le notizie del sito, le newsletter e l’archivio. Altrettanto “sfacciati” i prezzi proposti di 8 euro al mese (al posto di 19,99) per accedere alla digital edition, la replica digitale del quotidiano cartaceo e di 10 euro (invece di 24,99) per avere tutto, dal quotidiano cartaceo in versione online al sito Corriere.it, newsletter e ai podcast.
È questo il modo per aiutare le edicole?

Insomma, lo storico quotidiano milanese, attraverso le sue politiche commerciali,con una mano genera il problema e con l’altra si fa pubblicità e si finge affezionato alle edicole ricorrendo a innovativi concorsi per ridisegnarle con un restyling moderno e al passo con i tempi.

Ogni proposta positiva tesa a rinnovare il settore è ben accetta, intendiamoci, e viene guardata con interesse anche dal mondo dei rivenditori dei giornali, però i suggerimenti devono arrivare da qualcuno che non concorre a generare ulteriore crisi alle vendite di giornali, sottraendo clienti quotidiani alle edicole.

I manager della Rcs, e il loro Editore, Urbano Cairo (il Re delle pubblicazioni a prezzo scontato in edicola che certo con questa politica non aiuta i rivenditori di giornali), “ci sono o lo fanno?”.