Rinnovata a Foggia la convenzione con il Comune per creare misure a sostegno delle edicole

A seguito della convenzione sottoscritta tra ANCI, OO.SS. e FIEG, alcuni Comuni hanno avviato progetti e strutturato una serie di aiuti per favorire le edicole. Tra questi il Comune di Foggia è stato uno dei primi a mobilitarsi attuando una riduzione dei costi a carico delle edicole cittadine.

Riduzione del coefficiente moltiplicatore previsto dal regolamento COSAP del Comune di Foggia, riduzione del canone di occupazione del suolo pubblico del 30% e esenzione del canone per le occupazioni con tende: questo è il “pacchetto” di misure, approvate il 15 gennaio scorso dalla Giunta Comunale a supporto delle edicole foggiane, sostenuto dal sindaco, Franco Landella, e proposto dall’assessore al Commercio, Claudio Amorese.

“Lo SNAG – ha spiegato il Vicepresidente Nazionale Renato Russo –, durante gli incontri avvenuti con l’Amministrazione Comunale, ha evidenziato le difficoltà della categoria, che hanno portato ad una riduzione di circa il 25% dei punti vendita presenti nel Comune di Foggia”.

Interessanti e convincenti le motivazioni che hanno reso possibile l’accoglimento delle richieste formulate dal sindacato. In particolare, il canone di occupazione del suolo pubblico deve essere ragguagliato anche all’interesse pubblico sotteso allo svolgimento dell’attività effettuata sul suolo pubblico ed anche al tipo di attività che viene realizzata. L’attività di vendita di quotidiani e periodici garantisce l’accesso dei cittadini all’informazione a mezzo stampa e quindi garantisce il diritto di essere informati di cui all’Art. 21 della Costituzione e genera un vantaggio per la collettività. Tale attività ha un margine di redditività molto basso in quanto l’edicolante è tenuto a veicolare l’intera offerta editoriale (parità di trattamento) sulla base di un contratto estimatorio con un utile lordo inferiore al 19% sul prezzo di copertina.

L’edicolante non può neppure variare al rialzo il prezzo dei prodotti editoriali messi in vendita in quanto tale prezzo è stabilito dall’Editore e non può subire variazioni (Art. 5 D.lgs. n. 170/01). Tale attività, pertanto, non può essere assimilata ad altre attività commerciali tipicamente svolte sul suolo pubblico che hanno prezzi liberalizzati e margini di redditività molto più elevati (che possono superare il 100%). Infine, le tende devono essere considerate come un ombrello che serve a riparare i clienti in giornate piovose o le riviste dal sole per impedire che le stesse possano ingiallire.