Giudice di Pace di Prato – Pubblicate le motivazioni della sentenza: il Prefetto deciderà se adottare o meno l’ordinanza di ingiunzione

Come previsto, nel termine di 60 giorni dalla pronuncia del dispositivo, il Giudice di Pace di Prato ha pubblicato le motivazioni della sentenza pronunciata nel solo dispositivo poco prima della pausa natalizia. Ci eravamo lasciati il mese scorso (vedi in dettaglio quanto pubblicato su Azienda Edicola n. 1 Gennaio, Ricorsi al Giudice di Pace di Prato: punto e a capo!) facendo presente l’auspicio che le motivazioni addotte nel ricorso di opposizione fossero “recepite” dalla Prefettura (controparte processuale), al fine di desistere nella notificazione dell’ordinanza-ingiunzione a carico dei Rivenditori.

Auspicio che, a quanto consta, sembra essere paventato anche dallo stesso Giudice di Pace di Prato.

La sentenza in questione, infatti, richiama l’errore della Pubblica Amministrazione nell’utilizzata verbalistica, definendo lo stesso “grave” e “fuorviante”. Il Giudice di Pace di Prato inoltre precisa, in un passaggio della motivazione, che “gli interessati dovranno quindi attendere l’emissione e la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione, che il prefetto deciderà se adottare o meno […]”.

Affermazione che sembra alimentare l’auspicio già da noi manifestato: la notificazione del ricorso alla Prefettura, infatti, aveva anche lo scopo di far conoscere all’ente irrogante la sanzione (Prefettura di Prato su rilievo della Guardia di Finanza) le ragioni degli Edicolanti e l’infondatezza giuridica della contestazione svolta. Un intento politico che, si spera, venga positivamente recepito dalla Prefettura.

A questo proposito, è d’obbligo un plauso ai Rivenditori coinvolti nella vicenda, perché con la loro caparbietà e consapevolezza di essere “nel giusto”, hanno consentito di ottenere questa pronuncia.

Si ricorda, a chi non avesse letto le “puntate precedenti”, che nella vicenda che ci riguarda la Guardia di Finanza aveva elevato sanzioni nei confronti delle Rivendite, contestando alle stesse l’assenza di autorizzazione al trasporto del vettore utilizzato dal Distributore Locale di zona (Giorgio Giorgi srl): contestazione che veniva elevata su modulistica errata, contenente indicazioni errate circa le modalità di opposizione all’Autorità Giudiziaria.

Tali errate indicazioni erano state d’altra parte oggetto di eccezione da parte della stessa Prefettura, che di fatto aveva disconosciuto quanto indicato nei verbali consegnati alle Rivendite.

Conseguentemente, si sono palesati due possibili atteggiamenti, suscettibili di fronteggiare le schizofreniche difese della Pubblica Amministrazione: quello più prudente, costituito dal ritiro del ricorso in attesa dell’emissione dell’ordinanza-ingiunzione da parte della Prefettura (soluzione processuale che avrebbe risolto positivamente la vicenda con certezza, ma avrebbe comportato la rinuncia del Rivenditore alla causa avviata); l’altro, avente un margine di incertezza in punto di condanna alle spese processuali, costituito dall’affidarsi alla ragionevolezza del Giudice, che avrebbe dovuto rilevare l’atteggiamento fuorviante della Pubblica Amministrazione: scelta processuale, quest’ultima, voluta con convinzione dagli Edicolanti coinvolti, nonostante il rischio in essa insito.

E gli Edicolanti hanno avuto ragione: sono andati avanti certi di ottenere Giustizia, di fatto ottenendola.

Al tempo stesso, hanno avuto occasione di argomentare ampiamente – per il tramite degli atti difensivi depositati nel corso del Giudizio – come le sanzioni nei loro confronti fossero ingiuste, infondate e del tutto sconnesse alle regole della filiera di distribuzione della stampa quotidiana e periodica, fondate sul contratto estimatorio.

Ci sarà dunque da attendere ancora la definitiva scelta della Prefettura in merito alle violazioni contestate, attendendo la notifica (o meno) dell’ordinanza-ingiunzione: scelta che, si spera, sia oggetto di desistenza, vista l’articolata ed esauriente contestazione in merito al coinvolgimento della Rivendite in questa spiacevole vicenda.

Avv. Irene Romoli