La fatica di essere pigri

La storia della pigrizia ha radici antiche, incrociandosi con l’ozio e con l’accidia. Ce lo ricorda nel suo ultimo libro Gianfranco Marrone, semiologo, saggista e scrittore, esperto dei linguaggi e dei discorsi sulla contemporaneità.

L’ozio è padre di tutti i vizi, ma anche virtù del letterato che sfugge alle costrizioni del lavoro. Analogamente l’accidia è vizio capitale, meno grave però di altri comportamenti considerati riprovevoli. Molti sono i racconti che riguardano la pigrizia, facendone una proprietà caratterizzante certi personaggi (da Oblomov a Paperino) piuttosto che un atteggiamento di ribellione contro le società moderne (da Stevenson a Lafargue, da Russell a Barthes). In un’epoca dove ogni momento della nostra vita è fatto di gesti carichi di necessità produttive, il non far nulla è tutt’altro che evidente. Per questo va perseguito, rivendicato come un diritto, praticato come esercizio di libertà. Difficile è essere pigri, bisogna faticare per riuscirci.

Raffaello Cortina Editore
Pp. 130
Euro 11,00