Male a marzo le vendite in edicola. Si salvano solo le testate locali

Come era prevedibile, l’effetto Coronavirus si è fatto sentire sulla carta stampata nel mese di marzo, quando è scattata la quarantena per tanti italiani, costretti a rimanere casa.

I dati Ads pubblicati a inizio maggio, ma relativi per i quotidiani e settimanali alle vendite di marzo e per i mensili a quelle di febbraio, accusano l’effetto lockdown. Sommando le vendite di marzo dei 60 quotidiani certificati Ads, il numero complessivo di copie acquistate in edicola giornalmente scende da 1.827.584 di febbraio a 1.583.260. Un totale di 244.324 copie in meno che rappresentata una perdita del 13,37%.

In testa alla classifica delle vendite mantiene la leadership in edicola il Corriere della Sera con 173.194 copie rispetto a La Repubblica (127.856) e a La Stampa (82.204). Se si paragonano le vendite di questi tre giornali a quelle del marzo 2019 è il quotidiano torinese La Stampa a perdere di più con -17,01%, mentre La Repubblica “lascia” sul campo l’8,87% e il Corriere della Sera poco meno del 5% (-4,97%). Tra i quotidiani nazionali, da segnalare l’andamento in controtendenza del Fatto Quotidiano, che a marzo ha mostrato una buona tenuta delle vendite anche in edicola.

Tracollo per i tre quotidiani sportivi italiani che pagano l’effetto dello stop dell’attività agonistica del calcio italiano, ma anche delle altre discipline (basket, volley, Formula 1, MotoGp e tutte le altre manifestazioni). Il calo più vistoso, attorno al 40%, è quello de La Gazzetta dello Sport che, senza avvenimenti sportivi, scende nelle sue vendite in edicola da 139.289 a 84.306 copie (calo anche per l’edizione del lunedì che passa in un mese da 154.198 a 89.451). Trend negativo anche per gli altri due grandi giornali sportivi italiani. Il Corriere dello Sport-Stadio ha venduto 38.136 copie al giorno rispetto alle 58.427 di febbraio 2020 (al lunedì 41.887 rispetto a 71.157 di febbraio). Non va meglio a Tuttosport che chiude con una media giornaliera di 27.376, perdendo quasi 10mila copie rispetto al mese precedente (37.503). Stessi numeri per l’edizione del lunedì del quotidiano sportivo torinese: 31.492 contro i 42.096 di febbraio.

C’è però una categoria che non ha subito contraccolpi dal lockdown ed è quella della stampa locale. Chi più, chi meno, praticamente tutte le testate hanno visto crescere le copie acquistate in edicola rispetto al dato di febbraio: un riflesso della necessità dei cittadini di avere notizie più approfondite sugli eventi della loro città durante la fase di emergenza sanitaria, ma anche la conferma dell’importanza di questo tipo di giornalismo, talvolta di servizio, che oggi più che mai sa di poter contare su uno zoccolo duro di lettori. Eco di Bergamo, Gazzetta di Mantova, Giornale di Brescia, La Provincia di Cremona, Il Giornale di Vicenza, La Nuova Ferrara sono solo alcune delle testate che a marzo non hanno subito alcuna diminuzione delle vendite. Bisognerà però attendere le rilevazioni di aprile per capire se si tratta di un fuoco di paglia o se la tendenza positiva è destinata a proseguire.

Sul fronte dei settimanali i lettori sono rimasti più fedeli durante il lockdown. Complessivamente i 40 giornali certificati Ads hanno perso il 6,49% passando da un complessivo 4.251.662 venduto in edicola a 3.975.892 (-275.770). Una parziale tenuta dall’effetto Covid-19 e dalla difficoltà per molti di uscire di casa nel mese di marzo. Leader dei settimanali più venduti in edicola rimane Sorrisi e Canzoni Tv con 401.772 copie che precede DiPiù (359.060).

I dati Ads dei mensili diffusi a maggio si riferiscono, invece, alle vendite di febbraio e complessivamente registrano un -7,3% in edicola. Da 1.504.226 a 1.394.532 di gennaio. L’effetto Covid-19 andrà “misurato” per queste riviste con la pubblicazione dei numeri del venduto di marzo (prevista a giugno).