Contributo a fondo perduto
DL Rilancio

A seguito delle disposizioni del DL Rilancio, il 10 giugno scorso sono state pubblicate dall’Agenzia delle Entrate le modalità per la richiesta del contributo a fondo perduto per le aziende.

DA QUANDO SI POTRÀ FARE RICHIESTA

La domanda potrà essere presentata sino al prossimo 13 agosto 2020.

Vi è una sola eccezione nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto di un soggetto deceduto. In tal caso la domanda potrà essere presentata dal 25 giugno 2020 al 24 agosto 2020.

CHI NE HA DIRITTO

Il contributo è riconosciuto ai soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e reddito agrario, nonché agli iscritti alla gestione Artigiani e Commercianti. Sono esclusi i professionisti che beneficiano dell’indennità dei 600 euro.

Gli interessati devono aver avuto nell’anno 2019 un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro.

Il contributo spetta anche all’erede che prosegue l’attività della persona deceduta.

COME FUNZIONA

L’istanza deve essere presentata in via telematica mediante apposito modello. L’istanza deve contenere, innanzitutto, il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo (e del suo rappresentante legale, nel caso di soggetto diverso da persona fisica ovvero nel caso di minore/interdetto) e l’IBAN del conto corrente su cui accreditare la somma. Nella domanda l’IBAN di riferimento deve essere intestato o cointestato al soggetto che fa richiesta del contributo. Se il titolare del conto fosse un soggetto diverso, l’Agenzia scarterebbe la domanda.

La suddetta istanza deve essere presentata in via telematica mediante:

  • sito web dell’Agenzia delle Entrate, attraverso una specifica procedura web messa a disposizione all’interno del portale “fatture e corrispettivi” accedendo alla propria area riservata con le credenziali dell’identità digitale SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale) ovvero le credenziali Entratel/Fisconline o tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • da un soggetto abilitato, anche intermediario, inclusi gli studi commercialisti, delegato al servizio del “cassetto fiscale”.

Il contributo è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate mediante accredito su conto corrente.

A QUANTO SI HA DIRITTO

Per avere diritto al contributo bisogna poter dimostrare di aver avuto un calo di fatturato nel mese di aprile 2020 di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo di aprile 2019.

Questo requisito non è previsto per chi ha avviato l’attività nel 2019 o per chi ha sede nei Comuni della zona Rossa.

Il contributo è calcolato sulla differenza di tra il fatturato/corrispettivi di aprile 2019 confrontato con il 2020.

A detta differenza è applicata una percentuale diversa a seconda del fatturato annuo complessivo di ogni azienda, suddivisa in base ai seguenti scaglioni:

  • 20% sulla differenza, in caso di ricavi o compensi complessivi non superiori a 400 mila euro annui nel periodo d’imposta precedente a quello in corso;
  • 15% sulla differenza, in caso di ricavi o compensi complessivi superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione di euro annui nel periodo d’imposta precedente a quello in corso;
  • 10% sulla differenza, in caso di ricavi o compensi complessivi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro annui nel periodo di imposta precedente a quello in corso.

Sono comunque previsti importi minimi:

  • 1.000 euro per le persone fisiche;
  • 2.000 euro per le persone giuridiche.

Il contributo erogato non concorre alla formazione di reddito imponibile soggetto a tassazione.

Per qualsiasi informazione e ulteriori chiarimenti al riguardo, ogni rivenditore di giornali potrà, quindi, entrare nel merito della propria singola situazione rivolgendosi al proprio Commercialista.