I semi del cambiamento

La Fase 3 è partita e l’Italia sta provando a tornare alla normalità. Per le edicole rimaste “in trincea” durante il lockdown la situazione resta difficile. Una prima stima indica una riduzione dei ricavi mensili, tra prodotti editoriali e non editoriali, di circa un terzo: sommata alla crisi strutturale che si trascina da oltre un decennio, porta a un risultato economico drammatico, tale da mettere a rischio la sostenibilità di lungo periodo della rete stessa che nell’ultimo anno ha perso per strada altre 2.000 rivendite esclusive.

Un lusso che oggi il Paese non può permettersi. L’emergenza epidemiologia ha messo sotto i riflettori l’insostituibile ruolo svolto dalle edicole nella vita sociale, culturale ed economica degli italiani garantendo la diffusione di un’informazione di qualità, principale antidoto contro le fake news. Non solo. Grazie anche all’intermediazione dello SNAG, un numero crescente di rivendite sta svolgendo un importante compito di presidio del territorio: dalla distribuzione di mascherine a quella di certificati anagrafici, ma le attività sono destinate a crescere in questa nuova epoca di distanziamento sociale e, di conseguenza, di decentramento dei servizi.

I semi del cambiamento sono stati piantati e hanno attecchito. In questi mesi le edicole hanno dimostrato di avere i requisiti per diventare centri polifunzionali e potenziare il loro ruolo di ossatura del Paese. Spetta al Governo non disperdere questo valore aggiunto e fare in modo che nasca una pianta forte e rigogliosa.

A tal fine, con una lettera appena inviata al sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, lo SNAG ha voluto sollecitare la convocazione con urgenza di un tavolo di filiera – coordinato dall’esecutivo con una funzione di riequilibrio dei rapporti di forza e di garanzia tra le parti – per individuare una serie di soluzioni immediate alla crisi post Covid-19 e arrivare il prima possibile al varo di quella Legge di sistema Editoria 5.0 più volte evocata.

Abbiamo sottoposto al vaglio del Governo una serie articolata di provvedimenti aventi un’unica finalità: sostenere, rafforzare ed estendere la rete di vendita dei giornali. Chiediamo nello specifico interventi diretti sugli aggi (gli Editori devono riconoscere un compenso più equo alla nostra attività di rivendita, visto che, nonostante i successi nel digitale, l’80% dei loro ricavi continua ad arrivare dalla carta stampata) e sulle rese, ma anche un incentivo alla domanda di quotidiani e all’informatizzazione delle edicole, alleggerimento e semplificazione fiscale, ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti, un aiuto immediato alle edicole in difficoltà agevolando il passaggio generazionale.

È vero che il Governo è già venuto incontro alle edicole con alcune misure specifiche, tra cui il raddoppio del credito di imposta da 2.000 a 4.000 euro e il bonus una tantum di 500 euro, la forfettizzazione delle rese al 95% e il divieto di porre in lettura giornali nei locali aperti al pubblico. Si tratta tuttavia, insieme a tutte le altre misure di rilancio economico a cui possono accedere le rivendite di giornali, di provvedimenti utili a gestire un’emergenza di breve respiro. È arrivato il momento di guardare oltre e garantire alle edicole un futuro sostenibile, nell’interesse del Paese e non solo della categoria.