Stop ai giornali gratis nei bar

Chi vuole leggere un giornale, non ha altra scelta che andare a comprarselo. Ormai non è più possibile sfogliare riviste gratis nei bar o dal dentista. È uno degli effetti delle misure preventive contro il Covid-19 messe in campo dal Governo all’avvio della Fase 2, quella che ha coinciso con la riapertura dei principali esercizi pubblici in tutte le città e paesi d’Italia.

Lo SNAG è stato tra i promotori di questa decisione con un’istanza inviata al Governo e a tutti i Presidenti di Regione nell’ambito delle misure di prevenzione per il diffondersi del rischio contagio da Covid-19. Grazie all’impegno della Presidenza e dei componenti di Giunta Nazionale, la Conferenza delle Regioni e Province Autonome, con le ultime Linee Guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive del 25 maggio scorso, ha fatto obbligo di “eliminare la disponibilità di riviste e di materiale informativo di uso promiscuo”.

Un provvedimento che in particolare riguarda i locali aperti al pubblico – soprattutto i bar, ma anche i parrucchieri e gli altri esercizi che consentivano ai propri clienti di consultare giornali e riviste in attesa del proprio turno – e che è entrato in vigore con il via libera alla Fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Una misura pensata appositamente per limitare il contagio. La motivazione alla base della scelta dell’Inail è chiara: le molteplici mani che toccano le pagine dello stesso giornale potrebbero agevolare la diffusione del coronavirus. E così la nuova disposizione, in poco più di un mese dalla sua entrata in vigore, ha cambiato i comportamenti dei frequentatori dei bar. Molti, a dire il vero, oltre a non passarsi più di mano in mano un quotidiano, non hanno potuto neppure più, almeno per ora, giocare a carte insieme, anche per rispettare il distanziamento sociale.

Da tempo bisognava porsi il problema della poca igiene garantita da una lettura “condivisa”. A molti sarà capitato di vedere nei locali pubblici lettori passarsi l’uno dopo l’altro copie di giornali appoggiate sui tavolini, e sfogliare, così, pagine toccate precedentemente da tante persone.

Il provvedimento ha inoltre importanti risvolti economici per il settore dell’Editoria. Già da tempo anche il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, aveva proposto una sorta di tassa sui giornali per i bar ed esercizi pubblici a tutela di Editori ed edicolanti. “Chi vuole, dovrà pagare un abbonamento altrimenti gli Editori che desiderano che non si legga più gratis, potranno non far rifornire più i bar”, aveva dichiarato Riffeser Monti. In alcuni locali era possibile, fino a prima dell’emergenza sanitaria, consultare gratuitamente fino a 4-5 testate. E magari ciò avveniva in bar situati a pochi metri da edicole, dando modo a ciascun cliente di risparmiare 1,50 euro a copia al giorno permettendo di sfogliare quotidiani gratis, anche se superficialmente, comodamente davanti a un caffè, al mattino prima di entrare in ufficio o nella pausa pranzo.
Se la gente ha “fame di notizie”, e non può più leggerle gratuitamente e in “condivisione” nei locali aperti al pubblico, ora avrà un motivo in più per ritornare in edicola.