In Trentino, tra i monti, le edicole sono veri e propri rifugi sociali

A Imèr e Tonadico, due paesini della valle del Primiero, le rivendite di giornali fanno la differenza per molti. E non solo durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha confermato il ruolo fondamentale di queste attività. Qui gli edicolanti sono un punto di riferimento vero e proprio.

Abbiamo intervistato due giornalai molto attivi in questi comuni, per chiedere loro come stanno vivendo l’attività in questo periodo, come hanno reagito alla pandemia e quali prospettive vedono per il loro futuro.

Da 10 anni, Donatella Iagher (nella foto a sinistra) offre alla comunità di Tonadico un servizio fondamentale: è l’unica rivendita del più antico centro abitato della valle del Primiero. Senza la sua attività, giornali, tabacchi e ricariche telefoniche si potrebbero acquistare solo in altri centri della zona. “Vivo in un paese piccolino, 1.500 abitanti. Durante la crisi sanitaria mi sono sentita un punto di riferimento per tutti. E ho lavorato anche più del solito”, ci racconta l’edicolante trentina a proposito di come ha vissuto, e sta vivendo, la prima metà del 2020.

Ovviamente non mancano le difficoltà e gli aspetti critici: “Il nostro è un lavoro faticoso che non conosce pause, ma sono comunque contenta della mia scelta – continua l’edicolante trentina –. Dieci anni fa avevo il sogno di aprire una mia attività e ci sono riuscita. Sarebbe bello avere più aiuti dal Governo, che a volte sembra dimenticarsi della nostra categoria, spesso messa in difficoltà dagli stessi Editori che offrono abbonamenti online a prezzi ridicoli. Nonostante questo, di quotidiani riusciamo a venderne, come anche di riviste di settore, ad ad esempio di scienze, motori, uncinetto… però la concorrenza degli abbonamenti online non ci aiuta proprio”. E con l’estate, come sempre, si allargherà l’offerta per i turisti: nella rivendita di Tonadico saranno presenti anche quotidiani locali di altre zone d’Italia, proprio per accontentare i villeggianti che arrivano da altre regioni.

A Imèr, altra località della valle del Primiero, Paolo Obber (nella foto a sinistra), componente di Giunta nazionale dello SNAG, porta invece avanti una consolidata tradizione famigliare: 70 anni di attività nella rivendita di giornali. “Il mio impegno nello SNAG è collegato alla conoscenza diretta di Fabio Callegher, Vicepresidente nazionale, sia per ragioni di stima che per questioni geografiche poiché, essendo in Trentino-Alto Adige ma al confine con il Veneto, come valle di Primiero siamo sempre stati collegati alla distribuzione del Veneto – spiega Obber –. Il mio coinvolgimento sul territorio come rappresentante sindacale è dovuto al fatto che da decenni i giornalai sono una categoria poco tutelata. Personalmente sono iscritto allo SNAG da quasi quindici anni, e partecipando alle riunioni sindacali mi sono reso conto che c’era la necessità di avere tutele, garanzie e opportunità che noi edicolanti non riusciamo ad avere senza batterci. L’attuale sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, sembra attento e disponibile alle nostre esigenze e richieste, ma è evidente che Editori e Distributori Locali continuano a fare la parte dei leoni e noi, come categoria, non siamo compatti. Stiamo lavorando tanto per gli Editori e poco per noi. Dovremmo essere più uniti”.

Paolo Obber ci ha dato l’opportunità di approfondire anche altri aspetti, come la sua esperienza durante questi duri mesi di lockdown. “Ho lavorato quasi normalmente in questo periodo, forse ho avuto un leggero calo per via del fatto che la mia clientela è composta da tante persone di passaggio che durante la Fase 1 non ci sono state. Chi abitava vicino, o nelle zone limitrofe alla mia edicola, ha comprato, invece, qualche giornale in più, ma questo ha sopperito solo in parte alla mancanza della consueta clientela”.

Luigi Obber (padre di Paolo) mentre scarica i pacchi donati ai clienti nel Natale 1966 dal quotidiano Il Giorno a seguito dell’alluvione del 4 novembre 1966 che aveva sconvolto anche il paese di Imèr.

Difficoltà, inizialmente, ci sono state anche per avere giornali nelle quantità abituali, ci racconta l’edicolante di Imèr. E non sono state le uniche. “La relazione con la clientela durante il Covid-19 è stata particolare, soprattutto all’inizio perché ci mancavano le mascherine – spiega il componente di Giunta Nazionale SNAG –. Come edicolante ho anche scritto agli Editori, dopo aver visto in televisione un’intervista di Urbano Cairo che si vantava del fatto che stesse andando tutto bene dal punto di vista delle vendite e del fatturato. Ma chi stava lavorando per lui, vendendo i suoi giornali – sottolinea il rivenditore trentino – lo faceva senza tutele o dispositivi di protezione sanitaria. Solo in un secondo momento sono arrivate le mascherine per proteggerci. Il rapporto con i clienti ha avuto, invece, dinamiche diverse rispetto a quelle tradizionali. Per tutelarmi, ho messo un pannello di plexiglas protettivo per rapportarmi con il pubblico”.

Paolo Obber analizza anche il cambiamento nel rapporto con gli Editori: “Penso che la relazione con gli Editori sia mutata. Ho vissuto con mio padre il periodo delle rese dirette. Il rapporto era più immediato per l’adeguamento delle forniture perché periodicamente passavano da noi in edicola gli ispettori. Poi, sono subentrati i Distributori e tutto è mutato. Ne abbiamo cambiati tre, ma c’è difficoltà nell’ottimizzazione delle forniture nonostante l’informatizzazione che ci viene fatta anche pagare”.

Da queste due testimonianze dirette sul territorio emerge come il settore delle edicole sia riuscito in qualche modo a sopravvivere durante i mesi più duri della pandemia anche grazie all’importante ruolo sociale che le rivendite svolgono sul territorio, specialmente nei piccoli centri abitati.
Adesso, arrivata l’estate, per molte rivendite delle zone turistiche, come il Trentino-Alto Adige, sarà il momento di ripartire a pieno regime, lasciarsi alle spalle il peggio e tornare a sorridere ai propri clienti che, anche nei momenti peggiori, hanno trovato in queste ed in altre edicole un punto fermo in un mondo in movimento.