Resistere, resistere, resistere

Nella foto il sottosegretario all'Editoria Andrea Martella durante l'audizione del 24 settembre alla commissione Cultura della Camera sull’utilizzo del Recovery Fund per il settore dell’Editoria.

I contagi da coronavirus aumentano e insieme alle scuole riaprono i reparti Covid negli ospedali. In attesa di una cura efficace e di un vaccino, l’allerta resta alta e siamo tutti chiamati alla resilienza.

In questo scenario poco rassicurante, le edicole restano un punto fermo e continuano a fare la loro parte, pur tra mille difficoltà, nel garantire l’accesso all’informazione. Durante il lockdown hanno fornito un servizio essenziale al Paese scegliendo di rimanere aperte ma oggi soffrono una pesante contrazione del fatturato che mette in pericolo la sopravvivenza stessa di una parte della rete delle rivendite: il rischio è di far ulteriormente vacillare l’intero settore dell’Editoria visto che su 37,5 milioni di cittadini che dicono di aver letto un giornale, solo 1,7 milioni hanno scelto di farlo in formato digitale (dati Audipress).

Ci aspettano ancora mesi difficili, specie se dovesse esserci la necessità di un altro lockdown, ma dobbiamo resistere. In Europa, alcuni paesi lungimiranti come la Francia hanno compreso la criticità del momento e hanno già stanziato svariate centinaia di milioni per finanziare la stampa. Qualcosa di importante si sta muovendo anche in Italia, tanto più ora che c’è l’opportunità di ricorrere anche ai fondi del Recovery Fund per tutelare l’industria dell’informazione, unico efficace argine contro le fake news.

Pur non quantificando i fondi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella, è stato esplicito: il Recovery Fund è “un’occasione in più per aumentare l’ambizione della riforma di sistema Editoria 5.0 che stiamo portando avanti” e “per mettere in sicurezza il sistema editoriale italiano”.

Ben venga, dunque, il Recovery Fund se ci consentirà di rafforzare il ruolo e la redditività di ogni singola edicola e della rete nel suo complesso, oltre che dell’intero settore editoriale. A tal fine, insieme alle altre sigle sindacali, stiamo lavorando ad un articolato pacchetto di proposte da sottoporre al Governo, che speriamo possa essere condiviso anche dalla FIEG. Riteniamo infatti essenziale accelerare i tempi e arrivare il prima possibile al varo di misure urgenti di sostegno.

Ecco perché dobbiamo resistere: la svolta forse non è ancora imminente ma ha contorni più nitidi e prevede contenuti più sostanziosi. Nel frattempo siamo chiamati a usufruire degli strumenti varati dall’esecutivo in questi ultimi mesi, incluse le novità del Decreto “Agosto” che allargano e prorogano alcune delle misure già contenute nel Decreto “Cura Italia” e nel Decreto “Rilancio”. Senza dimenticare il bonus una tantum di 500 euro che il Governo ha predisposto per le edicole, le cui domande vanno presentate nel mese di ottobre, oltre al tax credit fino a 4.000 euro che andava richiesto a settembre.

Mai nessun Governo prima d’ora aveva messo fondi a disposizione delle edicole. Sono state conquiste economiche rilevanti per la nostra categoria e anche per il sindacato. Beneficiare di questi aiuti è il modo migliore per reagire alla crisi e guardare al futuro dando un senso al lavoro e ai sacrifici di tutti.