Trento: una vita nell’edicola della stazione

Questi ultimi mesi hanno messo a dura prova moltissime attività commerciali, tra cui quelle delle rivendite di giornali. Gino Benatti, 53 anni, edicolante della stazione ferroviaria di Trento da quasi 35, che porta avanti una tradizione di famiglia, ci racconta la sua storia.

“Ho iniziato da bambino con i miei genitori, praticamente sono nato qua. Durante la mia lunga esperienza lavorativa ho visto l’edicola diventare sempre più un punto di riferimento per i clienti abituali e una piacevole sosta per quelli di passaggio tra un treno e l’altro – dichiara il rivenditore di Trento –. I cambiamenti, in oltre trent’anni, sono stati moltissimi: il rapporto personale con i Distributori Locali, per esempio, è notevolmente diminuito, dal momento che la maggior parte delle operazioni vengono fatte tramite l’informatizzazione”.

“Nei mesi scorsi – prosegue l’edicolante –, le vendite della mia edicola si sono ridotte drasticamente: la circolazione ferroviaria è calata vistosamente, mancavano gli studenti e i lavoratori pendolari. Per continuare a lavorare in sicurezza ho abbassato il vetro protettivo, che già avevo, di una ventina di centimetri. Mascherine e gel non mi sono stati forniti, li ho dovuti comprare”.

Benatti sottolinea come le abitudini dei suoi clienti siano mutate nel tempo: “Soprattutto i giovani tendono a leggere sempre meno, forse anche a causa della concorrenza dell’online. Il giornale che comprano di più è Internazionale, mentre le ragazze apprezzano molto Cosmopolitan. In generale però si tratta di riviste leggere, da sfogliare in treno”.

L’emergenza Coronavirus non ha certamente contribuito a migliorare lo stato delle cose. “Negli ultimi mesi sono sempre più frequenti problemi di distribuzione anche per quanto riguarda i quantitativi dei giornali maggiormente venduti. Sembrava che la riapertura durante la stagione estiva potesse portare una boccata d’aria fresca per le attività locali, soprattutto in una regione turistica come il Trentino – afferma l’edicolante –. In realtà le persone si muovono per la maggior parte in macchina: pochissimi, giustamente, si fidano a prendere il treno, quindi in stazione non ci passano nemmeno e di conseguenza non comprano nulla”.

“Ammetto onestamente che, in questa situazione – continua Benatti –, se volessi assumere anche un solo dipendente non potrei permettermelo, dal momento che non ho avuto riduzioni sull’affitto, che devo pagare alle Ferrovie dello Stato, nemmeno durante l’emergenza. Nella nostra regione moltissime edicole vendono anche tabacchi quindi è più facile che i “fumatori” acquistino anche qualche giornale da questi colleghi, senza venire più da me”.

Un quadro abbastanza difficile, in cui l’accogliente edicolante della stazione di Trento cerca di arrangiarsi anche con prodotti alternativi. “Anche al di là di questi ultimi mesi, gli articoli che vendiamo di più sono comunque i biglietti, dell’autobus o del treno, le bottigliette d’acqua, i pastigliaggi… Auspichiamo un po’ di ripresa di viaggiatori in autunno anche per l’acquisto di quotidiani e riviste”.