L’illuminazione del susino selvatico

Il romanzo L’illuminazione del susino selvatico è stato scritto originariamente in iraniano per poi essere pubblicato nel 2017 in Australia, dove l’autrice Shokoofeh Azar vive dal 2011 come rifugiata politica. Ex giornalista, ha pubblicato articoli, reportage, raccolte di racconti e un libro per bambini. È stata anche la prima donna iraniana a percorrere in autostop la Via della Seta. Con L’illuminazione del susino selvatico è arrivata tra i finalisti del Booker Prize International 2020.

Iran, 1979: allo scoppio della Rivoluzione, Bahar viene arsa viva sul rogo durante una sommossa. È lo stesso fantasma della ragazza a raccontare la storia della fuga della sua famiglia, che da Theran è costretta a rifugiarsi nei boschi del Mazandran, nello sperduto villaggio di Razan, luogo di spettri, prodigi e vecchie leggende. Dopo un decennio, però, la nuova Repubblica Islamica raggiunge infine il villaggio, portando morte e distruzione e spezzando per sempre l’equilibrio tra il mondo dei vivi e gli esseri della foresta. La famiglia di Bahar viene dunque divisa e ciascuno dei suoi componenti è costretto ad affrontare da solo il proprio destino.

Ne L’illuminazione del susino selvatico il rito del racconto e il bisogno umano del mito si stagliano come unica possibilità di salvezza contro la brutalità del regime. L’autrice ritrae un’epoca e una nazione segnate dalla violenza e divise tra dolore e memoria, unendo il mondo dei vivi e quello dei morti. Con quest’opera, Shokoofeh Azar si conferma una delle voci più intense e originali dell’Iran contemporaneo.

Edizioni E/O
Pp. 288
Euro 18,00