Se anche gli Editori vogliono edicole più moderne…

La seconda ondata di contagi ci è piombata addosso come uno tsunami. Nel giro di un paio di settimane lo scenario è drammaticamente peggiorato, in un clima sociale che si fa sempre più teso e incerto tra coprifuoco annunciati e la paura di finire in un altro lockdown.

Ci aspettano mesi difficili, non possiamo nascondercelo. Anche questa volta noi edicolanti faremo la nostra parte assicurando ai cittadini il diritto alla conoscenza e all’informazione di qualità, strumenti indispensabili per fronteggiare la grave emergenza sanitaria, economica e sociale in cui stiamo vivendo.

Daremo il nostro contributo continuando a tenere aperte le rivendite di giornali, come abbiamo fatto durante il lockdown di Primavera, offrendo nuovi servizi come la distribuzione di certificati anagrafici e mettendoci a disposizione della popolazione per eventuali prestazioni aggiuntive (penso in particolare alle trattative avviate con Poste Italiane o ai tavoli su nuovi servizi che abbiamo aperto con i Comuni).

È evidente il ruolo di pubblica utilità e di interesse generale svolto dalle edicole, pur tra mille difficoltà e con incassi che giorno dopo giorno si fanno sempre più magri. Proprio per questo non possono essere lasciate sole. Finora il Governo ha dato prova di saper ascoltare le nostre richieste nel fronteggiare l’emergenza ma è arrivato il momento di alzare l’asticella e pensare al futuro della nostra categoria. Lo abbiamo fatto con un nuovo documento inviato al sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, in cui chiediamo al Governo una serie di interventi concreti volti a preservare e modernizzare la nostra rete di vendita. Un documento importante non solo per le proposte contenute ma perché è stato condiviso anche dalla FIEG, oltre che dalle altre sigle sindacali degli edicolanti.

Lo interpretiamo come uno storico segnale di apertura da parte degli Editori, sempre più consapevoli che il rilancio del settore editoriale passa obbligatoriamente anche dalle edicole. Dopo anni di visioni contrapposte, le strade stanno per ricongiungersi e lo sbocco naturale non può che essere il rinnovo di quell’Accordo Nazionale che oramai da troppo tempo viene rinviato.

L’inaudita gravità della crisi ci impone infatti di marciare fianco a fianco. Anche gli Editori soffrono: tra giugno 2016 e giugno 2020 le vendite giornaliere di quotidiani si sono quasi dimezzate da 2,3 a 1,3 milioni (dati Agcom) e la pandemia ha dato un ulteriore colpo di grazia.

Ecco allora che oggi edicolanti e editori hanno deciso di fare fronte comune nel chiedere al Governo un aiuto fattivo e forte per creare una rete di rivendite più ampia, moderna, solida, informatizzata, interconnessa con la Pubblica Amministrazione. Allo stesso tempo chiedono di promuovere una serie di interventi a sostegno della domanda di quotidiani e periodici in edicola (dall’uso della leva fiscale al voucher lettura, dall’estensione alla stampa del bonus cultura App 18 al sostegno agli abbonamenti di giornali in edicola).

Il clima è cambiato e il documento presentato al Governo ne è la prova.
Non solo. Se accolto, può davvero rappresentare per le edicole quella svolta che auspichiamo da tempo.
Non ci resta che attendere un riscontro, sperando che sia il più positivo possibile.