Cresce in Italia la lettura di libri

Nell’anno della pandemia, arrivano buone notizie per l’Editoria italiana. La crescita del mercato dei libri annunciata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e vice presidente della Federazione degli editori europei (FEP), Ricardo Franco Levi, è stata del 2,4% nel corso del 2020. Un dato che considera i libri di narrativa e saggistica e per bambini e ragazzi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, ebook e audiolibri, per un totale di fatturato raggiunto di 1,54 miliardi di euro a prezzo di copertina.

Un risultato tra i migliori a livello europeo, grazie anche alla tenuta dei libri cartacei, le cui vendite sono cresciute dello 0,3% a prezzo di copertina, toccando 1,43 miliardi di euro, pari al 92,6% delle vendite complessive. Con una quota di mercato del 7,4%, ebook e audiolibri restano infatti poco più che una nicchia nonostante il boom che ha caratterizzato il 2020: +27% i primi per un valore di 97 milioni di euro e +94% i secondi per un valore di 17,5 milioni.

I libri cartacei continuano dunque a dominare il mercato in termini di fatturato anche se l’anno scorso hanno registrato un leggero calo di copie vendute (-0,8%), più che compensato dall’aumento degli acquisti di ebook (+36,6%). Quello che conta è che nel 2020 gli italiani hanno acquistato ben 104,5 milioni di libri, tra testi cartacei e formati digitali, il 2,9% in più rispetto al 2019. E lo hanno fatto ricorrendo soprattutto all’ecommerce. Complice la pandemia e la chiusura forzata delle librerie durante il primo lockdown, il canale online ha preso infatti il sopravvento nella vendita di libri e ha raggiunto una quota del 43% contro il 27% del 2019.

Il confronto con l’Europa

Il dato positivo italiano della crescita delle vendite di libri cartacei (+0,3%) si è rivelato superiore a quello di Francia e Germania, che presentano rispettivamente cali del -2% e del -2,3%, e di poco inferiore a quello spagnolo (+1%). Incrementi anche per Regno Unito (+5,5%), Olanda (+7%) e Finlandia (+2%). “I nostri dati erano in linea con Francia e Germania fino ad ottobre – ha ricordato Levi –, è stata l’apertura delle librerie durante l’ultimo lockdown a fare la differenza”.

Il segno “+” è interessante anche per molte edicole-librerie presenti in tutta Italia che vedono quindi i libri come una possibile integrazione alla vendita tradizionale di giornali, con possibilità di aggi anche interessanti attraverso eventuali acquisti diretti da Editori indipendenti.