Prato: annullate multe ingiustificate a rivenditori di giornali. Ecco le motivazioni del Giudice di Pace

In data 13 aprile 2021 sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui il giudice di pace di Prato ha accolto le opposizioni a sanzioni promosse da cinque edicolanti associati SNAG patrocinate dall’avvocato Irene Romoli, legale SNAG per il territorio della Toscana, contro la Guardia di Finanza (processualmente rappresentata dalla Prefettura di Prato).

I motivi posti a fondamento delle opposizioni dello SNAG rilevavano una erronea interpretazione della normativa in materia di trasporto da parte della Guardia di Finanza, così come una erronea interpretazione della disciplina sottesa alla distribuzione dei prodotti editoriali: si ricorda che la Guardia di Finanza aveva fermato per un controllo un autotrasportatore che operava per conto del Distributore Locale di zona ed in tale occasione ha rilevato la presenza di rese di giornali appena ritirate da alcune rivendite della zona, coinvolgendo così le rivendite in qualità di obbligati in solido per le infrazioni riscontrate in capo al vettore in occasione di tale controllo. A ciascuna delle rivendite veniva irrogata una sanzione di € 3.098,00, in qualità di committente del servizio di trasporto.

La sentenza ha dato ragione alle tesi degli edicolanti e dello SNAG, per due motivi.

Il primo: l’art. 4 lett. c) della L n. 286/2005 sull’attività di autotrasporto individua il committente come l’impresa o la persona giuridica che stipula o nel nome della quale è stipulato il contratto di trasporto con il vettore. La Guardia di Finanza non ha dimostrato che le rivendite abbiano concluso un contratto di trasporto con il vettore, e l’equazione secondo la quale dovrebbero essere qualificati come committenti per aver consegnato i resi al vettore non può essere ritenuta corretta alla luce della disciplina legale e contrattualistica che regola il sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica sul territorio.

Considerazione, quella appena esposta, alla quale si lega il secondo motivo di accoglimento delle tesi difensive degli opponenti. In un simile contesto, continua infatti il Giudice di Pace, occorre tenere in considerazione il preminente ruolo svolto dal Distributore Locale di zona, che in base all’art. 5 lett. d-sexies D. Lgs. n. 170/2001 ha l’obbligo di assicurare le forniture alle edicole: è dunque il Distributore di zona a dover concludere contratti di trasporto per la materiale distribuzione dei prodotti editoriali ai punti vendita.

Inoltre, continua il Giudice, l’art. 10 dell’Accordo Nazionale definisce il processo di distribuzione della stampa indicando i ruoli e i compiti di ciascun soggetto della filiera, stabilendo che sia il Distributore Locale a provvedere al trasporto dei prodotti e al ritiro delle copie invendute, organizzandolo in modo autonomo e franco punto vendita, oltre ad attendere a tutte le altre incombenze relative alla distribuzione. Operazione, quest’ultima, che implica necessariamente ed evidentemente la stipula di contratti di trasporto.

Il mancato deposito in Giudizio di copia dei contratti di trasporto sottoscritti tra vettore e rivendita è stato dunque risolutivo: e non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che alcuna delle rivendite coinvolte ha mai sottoscritto un contratto di trasporto con il vettore (autotrasportatore) incaricato della materiale distribuzione dei prodotti editoriali.

In assenza dunque di prova della fondatezza della pretesa sanzionatoria nei confronti delle rivendite, unitamente ad un quadro normativo che, a parere del Giudice adito, induce a ritenere che il committente del trasporto sia in concreto il Distributore Locale e non la rivendita, sono state così accolte le opposizioni e annullate le ordinanze ingiunzioni, con condanna alle spese della Pubblica Amministrazione opposta.