Entro il 7 giugno anche l’Italia dovrà recepire la direttiva europea sul copyright

Dopo la Camera dei Deputati anche il Senato ha dato il via libera alla Legge di delega europea 2019-2020 sul copyright. Entro la scadenza del 7 giugno, stabilita dall’Unione Europea, il decreto attuativo dovrà implementare la direttiva 2019/790 nell’ordinamento italiano secondo le regole di funzionamento dell’Unione.

Un testo riguardante il diritto d’autore e i diritti connessi nel mercato unico digitale, che ogni Paese membro della Ue avrà la facoltà di adottare con modalità e iniziative che possano tutelare il diritto alla creatività. Tra le linee indicate dall’Europa quella di un’incentivazione della stipula di accordi tra gli Editori di giornali degli Stati membri e i grandi player, per ottenere un corrispettivo connesso all’utilizzo dei contenuti pubblicati attraverso un meccanismo di adeguamento con una giusta remunerazione per i creatori di opere e di lavori pubblicati sulle più disparate piattaforme web.

In Europa il primo Stato membro nell’applicazione della direttiva europea a tutela del copyright è stata la Francia, quando lo scorso gennaio Google ha accettato di pagare gli Editori transalpini (associazione APIG) per le notizie riprese dai giornali e pubblicate giornalmente su internet.

La linea europea è stata seguita anche in Italia. In primo luogo l’obiettivo è di trovare un’efficace e concreta strategia di contrasto al fenomeno della pirateria che ogni anno penalizza il settore culturale editoriale italiano: pubblicazioni gratuite di notizie integrali “saccheggiate” ai giornali, rubando vendite al pubblico, penalizzando le vendite quotidiane in edicola, sono stimante nel 2020 in un miliardo di euro (considerando anche le riproduzioni illegali del settore audiovisivo).

Ecco perché è auspicabile che i decreti attuativi di recepimento della Direttiva Europea, entro il termine stabilito del 7 giugno, possano dare un’accelerazione alla Legge sull’antipirateria che, nel mese di maggio, inizia il proprio iter nelle Commissioni IX e VII della Camera. Dovranno essere forniti strumenti innovativi di contrasto alla criminalità per bloccare la trasmissione di contenuti illegali attraverso piattaforme social e motori di ricerca (in prima fila il canale Telegram con cui ogni giorno vengono diffuse copie gratuite di quotidiani, ma anche periodici sui cellulari di tanti utenti italiani).

La strada da percorrere è chiara. Inasprire sanzioni penali e amministrative in caso di violazione del copyright. I tempi sono più che mai maturi per difendere l’Editoria italiana.