L’edicola digitale piace anche a Moles

In un’Italia che sta provando a ripartire dopo quasi un anno e mezzo di pandemia e di restrizioni, il mondo dell’informazione resta in fremente attesa di risposte, di riforme e di risorse in grado di assicurare una dignitosa sopravvivenza e un possibile rilancio. E questo non solo a beneficio dei singoli protagonisti della filiera ma di tutto il Paese.

Mai dimenticare che quello all’informazione è un diritto costituzionale e che un’informazione libera, pluralista e attendibile è il cardine principale su cui si regge la democrazia di una nazione, come ci stanno ricordando sempre più spesso anche le massime cariche dello Stato, ultima in ordine temporale la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Nell’ambito degli incontri bilaterali avviati dal governo Draghi con tutti gli attori del settore editoriale, ho di recente avuto modo di confrontarmi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Giuseppe Moles, affiancato dal Capo Dipartimento, Ferruccio Sepe.

A loro ho esposto le proposte dello SNAG per promuovere la resilienza e la ripartenza della rete di vendita della carta stampata. L’obiettivo finale è la trasformazione dell’edicola in un hub di servizi al cittadino che, oltre alla distribuzione di giornali, possa fungere da presidio del territorio in collegamento con la Pubblica Amministrazione e possa occuparsi della vendita di generi di prima necessità. Il tutto nel pieno rispetto delle regole, che comporta – ove necessario – una semplificazione normativa.

Digitalizzazione delle rete di vendita e informatizzazione del processo di distribuzione dalla carta stampata sono i due pilastri portanti di questa evoluzione dell’edicola, che nella fase di transizione va sostenuta con maggiori incentivi, credito d’imposta e risorse a fondo perduto, oltre che un adeguato sostegno alla lettura in grado di far crescere la domanda, in edicola, di giornali, che sempre resta e resterà l’attività portante.

Senza interventi urgenti, il grande pericolo è perdere altri pezzi della rete di vendita, già oggi sottodimensionata rispetto al passato, privando piccoli paesi o interi quartieri cittadini di un’edicola (incrementando oltretutto il numero di disoccupati). Una preoccupazione condivisa dal sottosegretario Moles, che si è rivelato un interlocutore sensibile, attento e preparato, alimentando le speranze che nella prossima riforma dell’Editoria le edicole possano ottenere un adeguato sostegno alla loro modernizzazione digitale, proprio come richiesto dallo SNAG.

I fondi in arrivo del PNRR rappresentano infatti un’opportunità senza precedenti per ridare fiato a tutto il comparto. Una consapevolezza che il sottosegretario Moles ha ripetutamente manifestato fin dall’avvio del suo mandato, incalzato dal Parlamento e in particolare dalla Commissione Cultura che – all’unanimità e senza distinzioni di partito – ha più volte sollecitato aiuti urgenti al settore dell’Editoria.

Dopo mesi di preoccupazioni, parole e promesse, sta finalmente arrivando il momento di scoprire le carte.