L’interazione carta-digitale

L’improvvisa pandemia ha stravolto il modo di raccontare le notizie e di informarsi, ma anche le abitudini nella vita quotidiana e della lettura. Una certezza, però, c’è per il futuro: il bisogno di un’informazione sempre più affidabile e di qualità in grado di distinguere il vero dal falso.

La risposta che tanti si danno da tempo è che come il mondo è in continua evoluzione, anche l’Editoria lo è, e continuerà a esserlo, con un pluralismo informativo in cui la tecnologia porta novità positive, ma anche qualche rischio. Ne è un esempio concreto il fenomeno delle fake news.

La carta stampata è stata attaccata da nuovi metodi di consultazione e da nuovi strumenti per farlo: dai tablet ai cellulari, dal web, app, piattaforme e social come Google, Facebook, TikTok, Instagram, Twitter, YouTube che soprattutto spopolano tra le giovani generazioni.

Se il quotidiano prima era la fonte primaria di informazione, integrata poi dai canali televisivi e in particolare dall’avvento di quelli dedicati alle news, oggi i grandi e piccoli gruppi editoriali stanno cercando sempre più la diversificazione dei loro prodotti. Per garantirsi lettori, e conseguenti introiti economici non solo con gli acquisti ma anche con la pubblicità, percorrono la strada di integrare il giornale che si acquista in edicola con notizie che dal cartaceo rimbalzano e vengono proposte sul web, sui siti e sui social.

Carta e web già convivono e lo faranno sempre più nel futuro. E non solo in Italia. Il The New York Times ha, per esempio, 410mila copie cartacee vendute e 130 milioni di lettori unici on-line, l’inglese Financial Times registra 100mila copie cartacee e oltre un milione di abbonati, la maggior parte digitali. Girando l’Europa altri esempi sono quelli di Le Monde (140mila copie cartacee vendute e 20 milioni complessivi di lettori online, dalle edizioni digitali al proprio sito web) e del tedesco Süddeutsche Zeitung (305mila copie cartacee e 1,7 milioni di utenti unici online al giorno).

L’Italia era partita in anticipo sugli altri Paesi per creare uno strumento integrato per la misurazione della total audience, molto importante per valutare gli effetti reali degli investimenti pubblicitari.

Lo scorso 28 aprile aveva preso forma il progetto AUDICOMM, che doveva riunire la misurazione dell’audience su carta attuata da AUDIPRESS e quella sul digitale realizzata da AUDIWEB, creando una nuova metodologia di monitoraggio del mercato editoriale. Un’operazione che nelle intenzioni dei soci che hanno dato vita al progetto – FEDOWEB, FIEG, UNA e UPA – avrebbe dovuto essere formalizzata il prossimo 14 maggio con le deliberazioni assembleari di AUDIPRESS e AUDIWEB.

A pochi giorni dal via libera definitivo, invece, il progetto è stato all’improvviso sospeso. Il comunicato ufficiale non ne spiega il motivo. Evidentemente il sistema dell’informazione non è ancora pronto a superare i conflitti e le sovrapposizioni dei mezzi di comunicazioni.