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EDITORIALI DEL PRESIDENTE

Le edicole non si fermano

Mentre l’Italia va in quarantena, le edicole – al pari di farmacie e supermercati, banche, benzinai e tabaccherie – sono chiamate allo svolgimento del loro compito primario, ossia quello di presidio del territorio e di tutela della pluralità dell’informazione.

Non ci sono più scuse

Mentre le riforme a sostegno delle edicole giacciono ferme su un binario morto, la crisi dell’Editoria avanza a passo spedito. Non è un buon segno se perfino un giornale in buona salute come il Corriere della Sera annuncia esuberi e prepensionamenti.

Codice rosso per le edicole

Il 2019 poteva essere l’anno della svolta per le edicole. Ci siamo andati vicini ma così non è stato. Un’altra occasione persa. Ho sperato fino all’ultimo che qualche provvedimento urgente a sostegno della categoria fosse inserito nella Legge di Bilancio. Invece, sotto l’albero di Natale, gli edicolanti non troveranno alcun regalo, solo le solite promesse che non si sono trasformate in iniziative concrete.

Abbiamo toccato il fondo

Mentre le luci del Natale illuminano le nostre città, le edicole restano nel cono d’ombra della crisi e si apprestano a chiudere un altro anno da dimenticare. I numeri sono drammatici. A settembre (ultimi dati ADS disponibili) le vendite di quotidiani sono scese dell’8% su base annua dopo il calo dell’8,5% di agosto, la flessione del 10% di luglio e giugno, il meno 9% di maggio e avanti di questo passo a ritroso fino ad arrivare al -8% di gennaio.

Un salvagente per le edicole

Questa volta la volontà politica c’è e a quanto pare anche le coperture economiche, che potrebbero arrivare dagli introiti della nuova web tax. Il neo Sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, non ha perso tempo ed è andato dritto al cuore del problema.